piastrella decorata De Maio
CERAMICA FRANCESCO DE MAIO, VIETRI SUL MARE, SALERNO, DAL 1963
La storia della ceramica vietrese è un unicum straordinario, frutto di viaggi e scambi fra i paesi del Mediterraneo, contaminazioni artistiche e famiglie di ceramisti-custodi della tradizione.
Siamo nel ‘400, quando il paese inizia a specializzarsi nella produzione di stoviglie e oggetti di uso comune, destinati a soddisfare le necessità del quotidiano.
All’epoca, le famiglie attive in ambito ceramico sono tre: fra queste spiccano i Cassetta, come testimonia un documento del 1494 che riporta la vendita di “cinquanta lancelle (giare) per riporvi olio” realizzate da Matteo Cassetta.
I Cassetta sono famosi per la realizzazione di oggetti da cucina. Una produzione più ricercata, con decorazione a penna di pavone, fa la sua comparsa intorno alla metà del 1500.
Tutta la storia locale si intreccia con quella della famiglia e il ‘600 consacra la fama degli artigiani vietresi. In questo periodo la richiesta di manufatti è talmente alta che i laboratori, non riuscendo a far fronte alla domanda, iniziano ad assumere personale da altre regioni, Abruzzo in testa.
Da allora, Vietri diventa una tappa obbligata per tutti coloro che si occupano di ceramica. I suoi decori sorprendenti, frutto di intrecci con l’Oriente, l’Africa e la cultura spagnola presente a Napoli, portano alla creazione di un caleidoscopio di motivi: i grandi fiori di provenienza napoletana si mescolano a disegni stilizzati, geometrie essenziali, quadrati, rombi, ma anche scene esotiche, elementi di mitologia greca, alternati a palme, cammelli e scene di caccia.
Alla fine del ‘700, con l’apertura della Real Fabbrica di Capodimonte, il paese subisce un drastico cambiamento: la concorrenza di Capodimonte interrompe la produzione di oggetti per la casa, stimolando, però, la nascita di una nuova tipologia produttiva: le piastrelle, cosiddette “riggiole”, destinate ad un successo mondiale.
Nel corso dell’800, Vietri entra fra le tappe del grand tour: scrittori e intellettuali ne celebrano la bellezza, dando vita a un dibattito raffinato e cosmopolita sul gusto.
In questo contesto così stimolante, nel 1894, nasce Giuseppe Cassetta: giovanissimo, inizia la sua attività come apprendista dello zio Giovanni Tajani, titolare della Fabbrica Tajani, celebre per aver realizzato la cupola policroma del Duomo di Vietri.
Nel 1927, Cassetta passa alla ICS (Industria Ceramica Salernitana), fondata dal polacco Max Melamerson, e qui lavora accanto al gruppo degli artisti tedeschi, lavora con altri grandi nomi, come Giovannino Carrano, i fratelli Procida, Giovanni Gamboni.
Nel 1944 apre la sua fabbrica, Ceramica Artistica Cassetta, e conosce Gio Ponti che gli commissiona la realizzazione di alcuni disegni.
Si arriva così, nel 1959, al matrimonio fra Vincenza Cassetta, figlia di Giovanni, e Francesco de Maio, erede di un’antica famiglia di lavorazione del cotto a mano fra le cave dell’Ogliara.
L’unione fra le due famiglie conduce nel ’63 alla nascita della prima delle loro aziende: la Ceramica Francesco De Maio.
Oggi l’azienda, guidata da Patrizia e Francesco de Maio, prosegue nella volontà di innovare, preservando e tramandando il patrimonio unico della ceramica vietrese.
Il catalogo, strabiliante per la sua ricchezza, è un omaggio alle meraviglie del luogo. Accanto ai motivi tradizionali spiccano così le ispirazioni provenienti dal paesaggio vietrese: i giardini segreti, i sentieri a picco sul mare, la luce, i fiori, la natura lussureggiante, entrano nell’universo visivo De Maio, trasformandosi in decori dai colori brillanti. Con la stessa volontà che ha portato Gio Ponti, incantato dal blu del mare della costiera, a creare la celebre serie di 33 decori per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento: linea che oggi è riprodotta in esclusiva dall’azienda per celebrare il connubbio unico fra design, arte e storia del nostro Paese.
