campana da pascolo
VARRONE PREMANA, C.A.M.P., LECCO, dal 1889
La pratica di legare una campana al collo degli animali è antica: le prime testimonianze sull’arco alpino risalgono all’epoca romana.
Da sempre, infatti, la campana rappresenta l’ossatura sonora delle montagne. Il campanaccio ha un’utilità pratica: il ritmo del tintinnio fornisce informazioni indispensabili, permettendo al pastore di tenere il bestiame costantemente sotto controllo. Un suono lento e cadenzato scandisce la normale condizione di vita del gruppo, mentre uno scampanellio rapido o irregolare può indicare un pericolo.
Ma l’importanza della sonorità non si ferma qui: le campane sono anche un prezioso strumento per l’orientamento in caso di nebbia e un antidoto alla solitudine durante i mesi d’alpeggio. Il suono limpido è in grado di spezzare i lunghi silenzi dei boschi, permettendo ai pastori di tenersi a “distanza d’orecchio” e garantendo così un controllo incrociato e continuo sul proprio benessere.
In Italia, il maggiore produttore di campane è C.A.M.P. (Costruzione Articoli Montagna Premana), azienda fondata nel 1889 da Antonio Codega.
Agli inizi C.A.M.P. realizza oggetti in ferro battuto e per la carpenteria, fino a quando, con la richiesta da parte dell’esercito di produrre piccozze e ramponi, inizia a specializzarsi in attrezzature per la montagna.
Oggi l’azienda è leader mondiale per l’alpinismo e la sicurezza sul lavoro, ma, accanto alla continua attività di ricerca e sperimentazione, mantiene una linea di produzione “senza tempo” dedicata alle campane da pascolo, che esporta principalmente in Europa.
Le campane a marchio Varrone Premana sono un omaggio al fondatore dell’azienda che, agli inizi del Novecento, dedica le sue energie per trovare il suono e la forma perfetti.
Lavorando a mano con incudine e martello, Codega ricerca il rapporto esatto fra grandezza e spessore della campana, per dare vita a un suono squillante e cristallino, capace di durare nel tempo. Per testarne la qualità, compie delle prove, suonando le sue campane sul versante opposto del paese e comprenderne così intensità e nitidezza.
I primi esemplari, in produzione dagli anni ’20, danno vita alla linea Valsassina, un modello rettangolare che oggi è utilizzato soprattutto per le capre.
Successivamente, nel 1933, compare il modello Chamonix, dalla forma più stondata, utilizzato per le pecore, mentre nel ’40 esce la linea Premana, dalla forma dolce e armoniosa, riservata alle mucche.
Per il pastore la scelta di un campano si esegue ad orecchio: per il gregge, infatti, è necessario che ogni campana suoni in modo leggermente diverso, in modo da poter riconoscere gli animali singolarmente e dare vita a una vera e propria orchestra. L’armonia dell’insieme è il valore più alto perseguito dai pastori e dai creatori di campane.
Attualmente l’azienda, guidata dalla quarta generazione della famiglia, produce sette modelli, per 85 grandezze, dai 2 ai 27 cm, offrendo una straordinaria ampiezza sonora.
I modelli più grandi sono utilizzati soprattutto in occasione della transumanza, quando le mucche, agghindate di tutto punto, sfilano come regine, trasformando il loro passaggio in un momento di grande ritualità collettiva.
