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PAJAROLA

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CESTO DI PAGLIA PER IL TRASPORTO DI CEREALI E LEGUMI, ACQUAVIVA PICENA, ASCOLI PICENO, DATA SCONOSCIUTA

Le pajarole sono cesti di paglia intrecciata che, un tempo, venivano utilizzati dai contadini per il trasporto di granaglie e legumi.
La produzione caratterizza il paese di Acquaviva Picena e, da sempre, è di competenza femminile. Per realizzare i cesti, le donne si servono di un punteruolo e di due materie prime: la paglia, ricavata dalla mietitura del grano, e il vimini, ottenuto dai rami lunghi del salice, lasciati a lungo a bagno nell’acqua per renderli teneri e flessibili.
La pajarola originale è di forma conica, ma, nel tempo, sono state sviluppate forme diverse, per far fronte alle varie esigenze della vita quotidiana. Sono nate così la nannetta (una cesta per neonati), il pajarolo (per la conservazione della farina), la sementarola (per la semina a mano), la sfarinapesce (per infarinare il pesce da friggere), la scaldapanni (per asciugare o scaldare i vestiti dei neonati) e il coppetto, un contenitore con un bordo a forma di stella, destinato alla tavola.
La fabbricazione delle pajarole era (ed è tuttora) un’espressione di socialità: le donne, sedute su una piccola panca fuori dalla porta di casa, lavorano insieme, scandendo i tempi di vita della comunità. Oggi il Comune di Acquaviva Picena mantiene viva questa attività, riattivando la piantumazione delle materie prime: il salice, che stava scomparendo, e varietà di grano ad alto fusto, il più adatto a fornire la paglia da intreccio.
Ma la lavorazione sopravvive soprattutto grazie al lavoro dell’Associazione Terraviva, che si occupa di trasmettere questa competenza alle generazioni più giovani e a valorizzarla attraverso un museo dedicato.