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GIRANDOLA

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GIOCO A VENTO, FABBRICA ITALIANA GIOCATTOLI BASSO LUIGI, GATTORNA, GENOVA, DAL 1926

Intorno alla metà dell’800, a Gattorna, un piccolo paese dell’entroterra ligure, inizia la “migrazione del giocattolo” verso il Nord Europa: i venditori ambulanti si spostano portando a spalla il loro fundin, un baule di legno che, una volta aperto, si trasforma in una vetrina ideale per presentare figurine di carta, palline, trombette e palloncini.
Gli ambulanti presidiano le piazze dei paesi, spostandosi verso le fiere, i circhi e tutti quegli spettacoli itineranti che richiamano folle entusiaste.
Fra questi, gli antenati della famiglia Basso si stabiliscono nel Nord della Germania a partire dal 1836, e qui si specializzano nella produzione di due articoli: girandole e palloncini.
Inizialmente le girandole erano costruite in legno, carta e piume. Bellissime e decorative, attiravano l’attenzione del pubblico roteando sul banco di vendita.
Per realizzare i palloncini, invece, i Basso acquistavano la gomma in Francia e, una volta trasformata, la gonfiavano con un gas a base di acido nitrico e zinco, prodotto da loro stessi.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la famiglia Basso decide di tornare a Gattorna. Qui il giovane Luigi rinuncia alla vita di ambulante, ma non a quella di giocattolaio: con l’aiuto della famiglia, inizia a produrre piccoli giochi, come palline di stoffa, ombrellini, palloncini, ma soprattutto girandole che, ben presto, diventano l’articolo di punta.
Abbandonato l’uso delle piume, ora le girandole sono realizzate in celluloide: grazie alla loro eleganza e al loro potere ipnotico, diventano oggetti ricercati e, ben presto, Basso organizza spedizioni in tutta Europa.
Negli anni ’50, con l’avvento della plastica, la girandola va incontro a una nuova trasformazione: per la sua duttilità, il materiale si presta a creare forme inedite, dai colori allegri, in linea con l’atmosfera vivace del boom economico.
Oggi l’azienda, alla terza generazione, è guidata da Massimiliano Basso, nipote del fondatore, e dalla moglie Sabrina. L’azienda, che esporta in tutto il mondo, ha dato vita a un vero e proprio distretto della girandola: il paese, dove convivono due aziende specializzate, è un inno a questo gioco. Un gioco fatto di vento e di colore. Niente di più. Ma tanto basta a renderlo uno dei passatempi più incantevoli di sempre.