Mobiliol Fine Wax
Preparato in pasta a base di cere naturali pregiate, Mobiliol, Viareggio (Lucca), dal 1925
Siamo nel 1925 quando Pietro Martinelli scopre una nuova formula per la cura dei mobili durante un viaggio in Inghilterra. Il prodotto pulisce in modo eccellente e così decide di lanciarlo sul mercato italiano con il nome di Mobiliol. Grazie al successo ottenuto, abbandona l'attività di grossista di generi coloniali, per dedicarsi all'ideazione di nuovi detergenti. Di lì a poco nasce il Metallor, un fluido per lucidare i metalli, in particolare quelli di bordo (che, ancora oggi, è utilizzato per far risplendere gli ottoni dell'Amerigo Vespucci). Nel '29, l'azienda passa ai figli Rodolfo e Roberto, inaugurando un periodo di grande innovazione: il lancio di nuovi detersivi, come la cera Fata, si accompagna a una comunicazione raffinata. All'epoca, Viareggio richiama personaggi come Isadora Duncan, Pirandello, D'Annunzio, Marconi. Qui vivono anche i futuristi Depero e Thayaht e la città, attraversata da ideali progressisti, è sempre pronta ad attirare spiriti liberi da tutta Italia. I manifesti pubblicitari Mobiliol si adeguano a quest'atmosfera così vivace, dando vita a illustrazioni di grande impatto: nel '32, ad esempio, Uberto Bonetti disegna la locandina del Metallor. Avendo aderito ai principi della pittura aerofuturista, decide di usare un punto di vista dall'alto, con cui rappresenta una cameriera che spalanca le braccia di fronte al detersivo. Ma il punto di forza è di averli “appoggiati” (quasi in assenza di gravità) su una padella obliqua. Il taglio in diagonale muove tutto il quadro, attirando l'occhio verso il suo centro ideale: il disco di rame perfettamente lucidato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la rinascita dell'azienda è affidata a un prodotto nuovo, il Mago, un insetticida (ora a base di piretro naturale), rappresentato da uno stregone intento a compiere un sortilegio contro un gruppo di insetti. Oggi questi capisaldi dell'azienda sono ancora in produzione, grazie alla visione illuminata di Pietro Martinelli e del nipote Nicola Tortora che, con tenacia, compiono una grande operazione culturale, trasformando un detersivo in una macchina del tempo capace di far rivivere la Belle Époque viareggina in ogni casa.
