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colla Artiglio

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Adesivo speciale per cuoio, pelle, sughero, feltro, legno, plastica e gomma, Desio (Monza Brianza), Wilbra, dal 1951

Pare che a rendere invincibile l'esercito di Gengis Khan sia stata la colla: i suoi soldati usavano un arco speciale, costruito in legno e corno, tenuti insieme da una pasta miracolosa. Anche Stradivari deve parte del suo successo al collante utilizzato per trattare il legno dei suoi violini. E la miscela adesiva è responsabile della “rivoluzione Chippendale” che, per primo, in Inghilterra la utilizza per fissare i suoi mobili. Fino al '700, la colla è avvolta in un'aura di mistero e le botteghe si tramandano ricette a base di ossa, corna e cartilagini. Nell'800, la produzione si standardizza, ma bisogna aspettare la fine della seconda guerra mondiale per vedere comparire sul mercato le prime colle sintetiche. Nel 1951, in Italia, apre la Wilbra, azienda chimica nata dall'acquisizione della tedesca Wilhelm Brauns da parte di Giuseppe Fossati. Giuseppe è un ex rappresentante della Brauns e si lancia in quest'avventura con un collega chimico. All'epoca il catalogo comprende colori, cere per pavimenti, aromi per dolci, estratti per bevande (come il liquore degli sportivi o il famigerato “latte di suocera”). Ma il cuore della sua produzione si rivolge ai calzolai: per loro realizza cere e prodotti per le riparazioni, ma il suo segno distintivo diventa la colla Artiglio, una pasta adesiva con cui sostituire il caucciù. Avendo lavorato come rappresentante, conosce bene l'importanza di un'immagine forte e, per la confezione, punta su colori accesi e su un nome evocativo: artiglio, un'unghia capace di afferrare con decisione e di non lasciare la presa. Oggi l'azienda, alla terza generazione, continua a produrre negli stabilimenti di Desio, mantenendo il desiderio di leggere le tendenze emergenti. Così, fra i lucidi da scarpe, fanno la loro comparsa nuove palette cromatiche, come le tinte fluorescenti o i glitter. Un salto nel futuro senza dimenticare le proprie origini.