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Cucitrice Zenith 548

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Balma Capoduri & C., Voghera (Pavia), dal 1948

La prima cucitrice fa la sua comparsa alla corte di Luigi XV nel '700: la macchina si serve di punti decorati, con cui il re imprime il sigillo della casa reale francese. Da allora, sono molti gli inventori che se ne contendono il brevetto: nel 1868, l'inglese C. H. Gould registra la prima licenza ufficiale, mentre Albert Kletzker si assicura il primato sul mercato americano. Un altro americano, George Mc Gill brevetta il punto metallico e lancia la macchina “a colpo singolo Mc Gill” con cui ottiene un buon successo commerciale. In realtà, gli anni d'oro della cucitrice iniziano intorno al 1930, quando gli uffici diventano il cuore pulsante della vita industriale. In Italia, la fama arriva dopo la seconda guerra mondiale: con il boom economico, il paese è in pieno fermento e gli impiegati aumentano vertiginosamente. In questo contesto, nel 1948 Aldo Balma progetta la Zenith 548, un prodigio di ingegno, funzionalità ed estetica: realizzata completamente in metallo, è prodotta con ben trentanove pezzi interni che garantiscono le migliori prestazioni in termini di funzionamento e affidabilità. In men che non si dica, la Zenith 548 rivoluziona la vita d'ufficio: al posto degli spilli che arrugginiscono la carta, la cucitrice spara punti con precisione millimetrica. Ben presto, si diffonde in tutto il mondo, diventando un'icona di stile e un simbolo dell'Italia industriale, tanto che, nel 1954, riceve la segnalazione d’onore al “Compasso d’Oro”, il più prestigioso premio italiano al design industriale.
Ancora oggi, tutte le cucitrici Zenith sono garantite a vita, segno della loro qualità indiscussa. Del resto, per la scelta del marchio, l’inventore non ha avuto dubbi: ha deciso di ispirarsi allo zenith, ovvero al punto più alto raggiunto dal sole. Il suo desiderio era di riuscire a fare altrettanto.

Letture consigliate:
Imma Fiorino, Uffici. Interni, arredi, oggetti, Einaudi, Torino, 2011
Alberto Bassi, Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto incognito, Mondadori Electa, Milano, 2007