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MACINACAFFE' TRE SPADE

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Strumento per la macinatura manuale del caffè in ghisa e faggio stagionato, FACEM Tre Spade, Forno Canavese (To), dal 1894

Il caffè arriva in Italia nel 1615 grazie a Prospero Alpini, medico personale del Console veneziano in Egitto: al Cairo, Alpini lo studia da vicino e scrive il primo saggio sull'argomento. Intellettuali e scienziati lo consacrano come sostegno ideale per “accendere” la mente, trasformandolo in un simbolo di modernità. Con la rivoluzione industriale, cresce il desiderio di trovare il “macinacaffè perfetto”, capace di polverizzare i chicchi senza disperdere il prezioso aroma: il primo ad accaparrarsi il brevetto è il fabbro inglese Richard Dearmann. Ma la sua attività è troppo piccola per poter gestire gli ordini crescenti e così, dalla Francia, i fratelli Peugeot rispondono aprendo il primo stabilimento industriale, prima di lanciarsi sul mercato automobilistico. In Italia, invece, le esigenze sono accolte dai fratelli Bertoldo che, dal 1894, rivoluzionano l'attività di famiglia, trasformandola in un impianto moderno, capace di produrre più di mille esemplari al giorno. I fratelli imparano i segreti del mestiere alle acciaierie di Terni: qui l'acciaio serve per corazzare le navi da guerra e gli operai usano macchinari enormi per fondere e forgiare i pezzi. Le alte temperature, il fuoco, la fatica non scoraggiano i fratelli che, tornati a Forno Canavese, decidono di plasmare il metallo per soddisfare le necessità della vita quotidiana: dai martelli alle forbici, non c'è niente che sfugga al loro sguardo imprenditoriale. I “macinelli” diventano uno dei prodotti di punta e, in men che non si dica, i Bertoldo decidono di creare anche un marchio: tre spade incrociate, che tanto ricordano il giuramento dei Tre moschettieri, uno fra i romanzi più amati dell'epoca. Proprio come i moschettieri, anche loro si dedicano alle imprese più appassionanti: per un breve periodo, entrano anche sul mercato automobilistico, misurandosi con i fratelli Peugeot. Ma, con la crisi del '29, le cose cambiano. L'azienda naviga in cattive acque: per salvarla è determinante l'aiuto dei cognati Obert e Rolle che, così facendo, fondano la FACEM (Fabbricazione Articoli Casalinghi e Metallurgici). Da allora, la società amplia il suo mercato: gli emigranti italiani, sempre più numerosi, scrivono a casa per farsi spedire macinacaffè e tritacarne. Oggi, l'azienda, guidata da Giovanni Battista Rolle, esporta in 60 paesi, dando vita a meraviglie d'acciaio capaci di racchiudere dentro di sé un omaggio alla tecnica siderurgica e alla sua storia.