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Crystal Ball

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Bolle colorate che non scoppiano mai, Burago di Molgora (Monza Brianza), dal 1947

“Una bolla di sapone è la cosa più bella, e la più elegante, che ci sia in natura. Mi chiedo quanto dovrebbe costare una bolla di sapone se al mondo ne esistesse soltanto una”. Mark Twain

Deve essere stato proprio l'amore per le bolle di sapone a trasformare il chimico Claudio Pasini in un inventore di primordine. Nel 1947, appena due anni dopo la fine della guerra, Pasini lancia sul mercato una pasta speciale con cui realizzare bolle che non scoppiano mai.
L'uso è semplice: si prende una piccola quantità di pasta e si posa su una cannuccia. Soffiando, si crea un film gommoso che si espande, dando vita a un palloncino colorato, di resistenza impossibile per una bolla di sapone.
Per Pasini, il fascino di questo gioco è enorme. Del resto, la storia delle bolle di sapone è ricca di appassionati illustri: da Isaac Newton, che le celebra nei suoi studi sull'ottica, al fisico ottocentesco Antoine Ferdinand Plateau, che crea una macchina a manovella per studiarle da vicino.
Nonostante i precedenti gloriosi, però, l'idea arriva nel momento sbagliato: nel dopoguerra, infatti, la maggior parte delle famiglie italiane non si può permettere di spendere denaro per acquistare giocattoli.
Così, Pasini è costretto a mettere da parte il progetto fino al 1968, quando la pasta esce sul mercato con il nome Crystal Ball. Il successo è immediato e cresce fino a raggiungere il suo apice negli anni '80.
Oggi, l'azienda – gestita dal figlio Giovanni - continua a produrre negli stabilimenti di Burago di Molgora, in Brianza, mantenendo fede ai principi originari e e puntando su qualità e sicurezza del prodotto. Per questo, la cannuccia è stata dotata di una valvola antiriflusso che garantisce di non aspirare i vapori di ritorno.

Letture consigliate:
Bolle di sapone. Tra arte e matematica, Michele Emmer, Bollati Boringhieri, Torino, 2009