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Cannelli di zolfo

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Rimedio popolare contro torcicollo e dolori articolari, Genova, XIX secolo

I cannelli di zolfo arrivano in Italia nel XIX secolo, grazie ai traffici commerciali fra Genova e il Sud America. Secondo alcune fonti, sarebbero stati i marinai genovesi a scoprire questi “cilindretti color oro” e a importarli in Italia per le loro virtù terapeutiche.
Anche se non ci sono riscontri scientifici che ne dimostrino l'efficacia, i cannelli di zolfo continuano ad essere una cura molto popolare e si acquistano sciolti in farmacia (di solito in numero dispari, da 3 a 5 per volta).
L'uso è semplice: basta passare il cilindro sulla zona dolorante fino a quando si sente uno scoppiettio. Il rumore segnala che lo zolfo è entrato in azione, assorbendo l'aria in eccesso all'interno del corpo. In alcune situazioni, il cannello può rompersi: in questo caso, si sciacquano i pezzi in acqua corrente per scaricare la tensione accumulata e si prosegue il trattamento fino a sfiammare l'intera zona.
Un altro modo per utilizzare le parti frantumate è quello di pestarle e scioglierle in acqua calda per fare pediluvi e impacchi sulle zone doloranti.
Curiosamente, il rimedio è praticamente sconosciuto al di fuori della Liguria.